24/03/2018 14:21
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Quanto tempo viene dedicato al gioco? Una ricerca del 2018 ci offre qualche dato

ricerca gioco 2018

L'associazione Pepita Onlus, ha realizzato una interessante ricerca per comprendere quanto tempo grandi e bambini dedicano all'attività ludica e al gioco in generale. A seguito dei dati raccolti Fanpage.it (per conto di Hasbro) ha realizzato un video emozionale sull'argomento.

I dati pubblicati il 19 marzo 2018 sono interessanti quanto un poco sconfortanti, vediamoli insieme e traiamo a seguire alcune conclusioni.

L'associazione Pepita Onluns è una cooperativa sociale a scopo mutualistico e non di lucro di Milano che si occupa di interventi educativi/sociali, attività di animazione e percorsi di formazione, per valorizzare in chiave ludica, gli elementi dell'educare.

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I dati della ricerca

La ricerca, fa parte di una campagna di sensibilizzazione denominata #Tempodigiocare e parte da una premessa: i bambini hanno bisogno di giocare.

L'analisi ha visto coinvolti due differenti campioni: 507 bambini e 643 adulti (i papà e le mamme dei bambini). Il campione è stato raccolto su base volontaria, intervistando nuclei familiari con bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni tra gennaio e febbraio 2018. Gli intervistati risiedono in Lombardia, Umbria, Puglia, Campania e Emilia Romagna (Pepita Onlus ci ha fatto sapere che nelle loro intenzioni vi era quella di riuscire a intervistare in pari maniera famiglie del Nord, Centro e Sud).

Il campione bambini

I 507 bambini intervistati hanno tra i 5 e gli 11 anni.

Le domande hanno portato alla luce i dati che andremo a vedere a seguire.

In settimana, dal lunedì al venerdì, al giorno:

  • 46% - giocano 1/2 ore
  • 32% - giocano meno di un'ora

Il fine settimana (sabato/domenica), al giorno:

  • 41% - giocano oltre le 3 ore
  • 32% - giocano da 2 a 3 ore

Sui 507 bambini intervistati:

  • 76% vorrebbero avere più tempo per giocare (ma non possono per impegni oltre alla scuola)
  • 22% preferiscono fare altro

Sempre sul totale:

  • 16% non può giocare per i compiti
  • 15% non può giocare perchè i tempi dettagli dagli adulti non glielo permettono

Dei 507 bimbi il 94% è consapevole che quando gioca impara e il 78% vorrebbe giocare in compagnia.

Il campione a questo proposito, pur se vorrebbe giocare non da solo in realtà gioca con:

  • 22% da solo
  • 11% con fratelli/sorelle
  • 8% papa e zii
  • 7% mamma e nonni

Sul campione i giochi preferiti sono:

  • 15% telefonino (app, video e videogiochi)
  • 13% giochi in scatola
  • 11% videogiochi
  • 2% disegno o giochi di finzione (fare finta di essere...)

Il campione adulti

Gli adulti intervistati sono i papà e le mamme dei bimbi coinvolti per un totale di 643 individui.

Del totale e parlando di quantità di gioco:

  • 43% è contento della quantità del tempo dedicato all'attività ludica con i bambini
  • 9% non è soddisfatto e pensa di dedicare meno tempo di quanto servirebbe
  • 25% pensa di trascorrere più tempo a giocare con i figli di quanto hanno fatto i propri genitori con loro.

A livello di qualità di gioco sul totale:

  • 24% gioca con i figli per divertirsi altrettanto
  • 67% pensa che il gioco abbia un forte valore relazionale
  • 69% pensa che il gioco abbia un valore educativo

I 643 adulti vengono coinvolti a giocare perchè:

  • 36% non vuole giocare da solo
  • 19% piange
  • 18% non riesce da solo
  • 15% vuole condividere una attività insieme

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Conclusioni

Per dovere di analisi riportiamo quindi a seguire alcune conclusioni riportate nell'articolo su cui si può riflettere:

  • è compito del genitore intervenire e seguire il bambino affinché il gioco abbia una componente educativa;
  • è compito del genitore dettare le regole sull'uso dei dispositivi elettronici e comunicativi (computer, device mobile e videogiochi quando giocati online);
  • sia i bambini che gli adulti sono consci che il gioco ha un valore positivo, non solo sull'umore, ma anche ai fini educativi;
  • i giochi da tavolo/in scatola sono la migliore via per effettuare attività di socialità all'interno delle ore dedicate al gioco;
  • gli adulti ritengono che il tempo dedicato ai figli per attività ludica sia sufficiente;
  • i bambini la pensano al contrario rispetto al punto precedente e in effetti giocano di più con coetanei e fratelli rispetto che con gli adulti;
  • le mamme giocano meno dei padri, forse perché investono più tempo per tutte le altre attività dedicate alla cura dei bambini;
  • in totale però i bambini che giocano da soli sono la maggioranza;
  • a spanne, guardando i dati, i "componenti tecnologici" (telefonino, tablet e videogiochi) vengono più usati dai bambini rispetto ai "giochi reali" come i giochi da tavolo;
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Articolo a cura di redazione

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La redazione di Mi.Gi. è composta da diverse "entità psicofisiche" affette da sindrome di Peter Pan per quanto riguarda il divertimento provocato dal gioco.


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