First Martian: avventure sul pianeta Rosso. Cronaca della missione.

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first martian cronache
[ADSC]

Questo è un report di una missione a First Martian: Avventure sul pianeta Rosso, un gioco da tavolo gestionale decisamente completo e complesso, dove sopravvivere e raggiungere gli obiettivi diviene (spesso) molto complicato.

Per non rovinarvi l’effetto sorpresa se vorrete provare a giocare a questo titolo ho intenzionalmente mescolato le carte, non descritto nel dettaglio le conseguenze di alcuni eventi, non riportato tutto quello che è successo in partita (anche perché prendere troppi appunti non mi avrebbe fatto gustare la giocata) e raccontato il più possibile solo le nostre azioni nel corso del gioco che scoprirete alla fine se ci hanno permesso o meno di completare con successo la missione.

Come potrete vedere l’ambientazione in questo titolo dalle mille più una variabili, la fa decisamente da padrone e la profondità complessiva di ogni partita è decisamente completa. Per la cronaca eravamo in due a giocare (ognuno ha gestito due personaggi), fra cui un ingegnere meccatronico a cui sono brillati gli occhi quando ho incominciato a spiegare le regole.

Che la missione abbia inizio.

missione marte

Anno solare 2029, diario di Melina, medico della missione su Marte a cura del MCEI.

Io e i miei colleghi, l’ingegnere Mark Watney, lo scienziato John Carter e la geologa Terri Fisher siamo da 8 mesi stabili qui sul suolo marziano. Oggi abbiamo completato le strutture generali dell’HUB, finendo il periodo di riposo e lavori a ritmo leggero.

first martian cronache marzianeCome primo obiettivo dovremo cercare di realizzare altre tre strutture accessorie (un altro ossigenatore, un pannello solare di riserva e un nuovo modulo fattoria in cui piazzare un seme da far germinare e crescere fino a pianta utile per la produzione di cibo), raggiungere il 100% delle condizioni di crescita cercando di rimanere sotto alle condizioni di soglia che in ultimo si riducono a cercare non lasciare che la strumentazione e i moduli non risentano troppo delle continue avarie. Il piano di crescita e produzione sembra decisamente duro, dovremo modificare i nostri ritmi di vita e riposo, ma del resto ci siamo allenati proprio per questo.

L’usura del materiale qui su Marte è davvero un problema molto importante che non va sottodimensionato.

Sol 1 – 31 maggio 2029

Brutto risveglio per il nostro Ingegnere, oltre al vano sonde che ha un componente rotto è stata rilevata una perdita di ossigeno per noi fondamentale per vivere e per non far avvizzire le piante nella fattoria. Per fortuna sembra che il guasto abbia fatto perdere solo qualche unità di ossigeno dalle riserve generali. Il nostro Morale non risente di questi primi problemi e, dopo un pasto preso dalle riserve (la fattoria oggi non funziona benissimo) e aver controllato che tutte le strutture ricevano ossigeno e energia, possiamo programmare i nostri compiti quotidiani. Siamo un po’ nello stretto e le condizioni sono un po’ stressanti.

first martian missione marteMark Watney decide di adoperarsi per contenere la perdita e evitare eventuali problemi in futuro, la geologa Terri Fisher si lancia in una prima breve esplorazione in esterno HUB, verso sud e con il Froggy, scoprendo del materiale da studiare in una zona vulcanica non molto accessibile. John Carter sviluppa un nuovo pannello solare che andrà poi riparato completamente nei prossimi giorni. Di mio mi adopero negli alloggi Equipaggio per migliorare il nostro Morale. Immagino che dovremo essere motivati per lavorare al meglio nei prossimi giorni.

A fine giornata controlliamo lo stato dell’usura dei diversi materiali, tutta la strumentazione è provata dalle condizioni atmosferiche e anche noi siamo leggermente meno felici dalle notizie portateci da Terri, pensavamo di poter esplorare con facilità intorno a noi ed al contrario forse dovremo lasciare perdere fino a che non saremo più preparati.

Sol 2 – 1 giugno 2029

Oggi non è decisamente un bel giorno. Dopo esserci alzati tutti e aver fatto un recap della situazione oltre a nuove avarie nei sistemi abbiamo riscontrato un brutto guasto alla fattoria che ha fatto avvizzire tutte le nostre piante giunte a maturazione, facendole tornare allo stadio vegetativo. Per un po’ di tempo non potremo produrre nuovo cibo, in attesa che tornino in fase produttiva e per non morire di fame dovremo attingere dalla riserva di cibo, già esigua. Diviene ora sempre più impellente produrre una nuova fattoria e piantare un nuovo seme per la nostra sopravvivenza e non solo per il prosieguo della missione.

Il nostro morale scende sotto la soglia minima e lo stress aumenta. Di mio quindi passerò questa giornata per cercare di far rilassare i miei compagni di avventura mentre si dedicano a riparare tutti gli innumerevoli guasti. Unica nota positiva da oggi abbiamo energia in esubero. Peccato che la corrente non si possa mangiare.

Sol 3 – 2 giugno 2029

Incominciamo ad esser stanchi da questo nuovo lavoro a ritmo serrato e purtroppo John Carter non è riuscito a completare tutti i controlli necessari e ci svegliamo con alcuni componenti non funzionanti. Non parte bene la giornata e il livello di stress fra noi, dato dallo stare sempre pressati nello stesso ambiente uno affianco all’altro incomincia a farsi sentire.

Aiutandoci fra di noi effettuiamo alcune scoperte che fanno salire di qualche punto percentuale le nostre condizioni di crescita ma rispetto agli obiettivi siamo ancora lontani.

Terry torna a fare un nuovo sopralluogo nella zona scoperta al Sol 1, risolvendo uno degli obiettivi facoltativi di missione e trovando interessanti campioni marziani ma portando altre notizie che ci fanno abbassare il morale. In compenso nella restante giornata non subiamo altre avarie. La sfortuna non può durare per sempre!

Sol 4 – 3 giugno 2029

Non sono bastate le attività preventive di counseling e riposo per i miei compagni e lo stress di stare tutti insieme questa mattina ha trovato una via di sfogo per niente felice.

firs martian missioneTerri, penso a causa di una notte agitata per colpa dell’attività in esterno struttura di ieri, questa mattina ha attaccato a male parole sia John che Mark, urlando loro contro e obbligandoli a non lasciare le loro mutande spaziali sporche in giro per la struttura. Purtroppo è stata la miccia che ha fatto traboccare il vaso, Mark e Terri si sono attaccati fisicamente e John pur essendo in mezzo non è riuscito a evitare lo scontro che si è risolto solo quando anche io mi sono intromessa. A causa della zuffa in questo ambiente così ristretto ci siamo fatti tutti male ed ora ci toccherà leccarci le ferite e ripensare ai nostri passi falsi di questa mattina. In compenso Mark e John hanno fatto sparire tutta la biancheria sporca.

Le piantine nella fattoria sono quasi tutte di nuovo allo stadio produttivo e non germinativo, finalmente da domani potremo mangiare cibo fresco e non esaurire le nostre risorse alimentari che oramai sono praticamente alla fine.

È poi arrivata una comunicazione dalla terra, in cui ci fanno sapere che il software di gestione dei nostri moduli va aggiornato con estrema priorità. Per questo motivo oggi abbiamo una intera sezione della struttura che per essere usata richiederà molte più energie e operatori. Pur con questi problemi però riusciamo a costruire (finalmente) un’altra fattoria di riserva, anche se prima di piantare un seme la dobbiamo riparare in tutte le sue parti.

A fine giornata controllando le avarie ci rendiamo conto che mai come oggi le attrezzature hanno riscontrato problemi, siamo decisamente lontani dalla soglia minima da raggiungere per superare questa nostra prima missione.

Sol 5 – 4 giugno 2029

Si avvicina la scadenza dei termini per il nostro primo obiettivo e siamo decisamente stanchi. Oggi tocca a Mark guidarci ma è decisamente spossato e sfinito.

Ci dedichiamo tutti a riparare i diversi danni e a costruire l’ossigenatore di riserva, abbassiamo di molto la soglia complessiva delle avarie e finalmente riusciamo a piantare un nuovo seme. Purtroppo ci rimangono da riparare molti dispositivi e anche il nuovo ossigenatore aggiunge danni da sistemare alla nostra lunga lista di interventi. Anche le condizioni di crescita non sono ancora state completate.

Sol 6 – 5 giugno 2029

first martian miniaturaCi sveglia un leggero terremoto fuori dall’HUB che immaginiamo abbia modificato la conformazione dell’ambiente che ci circonda, meno male che non abbiamo in programma esplorazioni all’esterno della struttura per il prossimo futuro.

Oggi siamo alla dead line degli obiettivi di missione. Con Terry riusciamo a raggiungere il 100% delle condizioni di crescita ma… ci sono troppi danni per le restanti energie di tutti noi, ripariamo il possibile di tutti i problemi conosciuti ma alla fine della giornata, nella conta delle avarie, la nostra soglia minima di guasti viene superata.

Non abbiamo superato uno degli ultimi obiettivi prioritari.

La missione è fallita.

[ADSC]

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