Intervista: Exit il gioco da tavolo collaborativo visto da un professionista delle escape room

Questa intervista è a prova di spoiler!

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exit recensione gioco collaborativo

Oggi intervistiamo Oliver Dobre proprietario e gestore di Escape Room Evolution a Treviso per chiedergli l’opinione, da esperto di settore su EXIT, una collana di giochi da tavolo collaborativi della Giochi Uniti che prende spunto dalle escape room reali, che in Italia hanno preso piede dal 2014.

Ciao Oliver come prima domanda ti chiedo: per te cosa è una escape room?

O: Ciao Pino, l’Escape Room è un’esperienza emozionante e unica per sfidare la propria parte intellettiva assieme ad amici, parenti o colleghi di lavoro.

Fa parte di quelle attività di divertimento “no tech” che avrà un’attenzione, seppur di nicchia, sempre crescente.

Come accennato prima ne gestisci una, ci vuoi raccontare qualcosa della tua ER?

O: Abbiamo aperto ad aprile 2015 e siamo stati la prima Escape Room in provincia di Treviso, e per adesso siamo anche la più grande Escape Room della zona, con tre stanze di gioco fisse più altri spazi che allestiamo in caso di necessità per gruppi più grandi.

I nostri giochi sono incentrati allo scopo di fare squadra e creare collaborazione tra giocatori, addirittura in alcuni casi per risolvere certi giochi serve proprio la presenza di più giocatori contemporaneamente.

Hai provato molte altre stanze della fuga in questi anni?

O: Beh, direi proprio di si. In primis c’è la grande passione per il gioco e ogni volta che ci spostiamo da Treviso cerchiamo anche delle Escape Room nella zona dove andiamo.

Poi c’è anche il fatto che bisogna stare al passo coi tempi e provare sempre nuove stanze per capire come sono anche altre realtà, ci aiuta molto su come muoverci per realizzare nuovi scenari di gioco.

Veniamo al cuore dell’intervista, hai provato Exit e globalmente (senza spoilerare nessuna informazione) come ti è sembrato questo gioco?

O: Posso confermare che sono dei giochi molto validi. Ovviamente sono dei giochi da tavolo, quindi la percezione è diversa che in una Escape Room vera, però i rompicapi sono veramente ben congegnati e fanno lavorare molto la parte logica del cervello.

Dato che ci hai raccontato di aver provato tutti e tre i titoli della serie, quale ti è piaciuto di più e perché? Vi sono nette differenze tra i tre differenti episodi?

O: Sinceramente sono tutti e tre alla pari. Da tenere in considerazione che tutti sono strutturati allo stesso modo, nel senso che all’interno di ogni scatola c’è un libricino, delle carte enigma, carte suggerimenti e un disco a più strati che funge da risolutore.

Nelle ER ci sono lucchetti da aprire, mentre in questi giochi è proprio il disco che combinando i vari strati certifica la risoluzione di ogni passo del gioco.

Con chi hai giocato? Colleghi della tua ER o con persone che non le hanno mai provate?

O: Sempre giocato in famiglia assieme ai nostri due figli (13 e 17 anni), oppure con gli amici, anche loro amanti di ER e in tutti i casi i giochi EXIT sono stati apprezzati.

Dando per scontato che una esperienza reale è differente dallo stare seduti attorno ad un tavolo a livello di meccanica di gioco quali differenze hai notato tra Exit e una ER reale?

O: Il fattore tempo è meno pressante, o perlomeno noi abbiamo affrontato il gioco con più calma, siamo rimasti più concentrati sugli enigmi e abbiamo dato meno peso al tempo.

In una ER si vivono parecchie emozioni (senso del tempo che fugge, impazienza, tensione, adrenalina, rabbia, frustrazione, sorpresa, sollievo etc). Exit è capace di ricreare le stesse sensazioni?

O: Secondo me si, anche se magari meno intense. In questo gioco mancano proprio gli scenari di gioco, però a livello di emozioni ritengo che sono comunque dei giochi divertenti e soddisfacenti.

Exit a livello di difficoltà di game play com’è? (Insomma siete riusciti a fuggire?)

O: Parliamoci chiaro, non si vive la stessa emozione come quando si trova la chiave e si apre la porta, però portare il gioco fino alla fine si raggiunge comunque un buon livello di soddisfazione.

In alcuni enigmi confermo che siamo rimasti anche noi “bloccati” ricorrendo alle carte “suggerimenti”, però fa parte del gioco, se ci sono nella scatola bisogna pur usarle qualche volta 🙂

Quanto conta il fattore fortuna per riuscire a scappare da una ER? In Exit il fattore aleatorio è presente?

O: Sia in Escape Room che nel gioco EXIT credo che la fortuna conti poco, è più importante il lato intuitivo e logico, a volte anche lo spirito di osservazione e determinante.

Quanto è influente la dipendenza della lingua in Exit, ovvero oltre alle regole durante il gioco vi è molto testo da leggere in italiano?

O: Si, il gioco si basa soprattutto sulla lettura delle carte da gioco e poi c’è il ragionamento logico su ciò che si legge. Ovviamente come i game master nei giochi di Escape Room ci sono le carte con suggerimenti per ogni gioco da fare, tutte da leggere (in Italiano).

Exit è un titolo collaborativo, ma lo è realmente? Tutti i player si sentono partecipi? Da questo punto di vista vi sono differenze con una E.R. reale?

O: Secondo me è molto collaborativo, è proprio il tipo di gioco dove tutti i partecipanti al gioco sono concentrati su ogni passo. Le differenze sono tante, nel senso che nelle E.R. ci sono oggetti veri e c’è lo spazio dedicato al gioco dove i giocatori si muovono, nel gioco EXIT ci si sta attorno ad un tavolo e il gioco è basato sulle carte di gioco.

In sintesi ti sentiresti di consigliare questo gioco da tavolo?

O: Per chi ama i giochi di logica e astratti sono dei giochi assolutamente validi. Anche il costo è abbastanza contenuto, soprattutto se si divide per il numero dei giocatori.

C’è una piccola “fregatura” che mi sento in dovere di precisarla, è un tipo di gioco “one time”, nel senso che a differenza dei soliti giochi da tavolo, una volta giocato si conosce già le soluzioni, quindi giocarlo una seconda volta perde molto di fascino.

In più ci sono alcune parti del gioco che si possono usare solo una volta, cioè si devono tagliare, piegare o scrivere sopra, quindi in mancanza di questi pezzi è impossibile giocare una seconda volta.

Bene ringraziamo moltissimo Oliver per il tempo che ci ha dedicato e invitiamo tutti i nostri lettori a provare la sua Escape Room dove sia la storia che le ambientazioni e game play sono curate in maniera decisamente precisa e originale.

O: Grazie anche da parte mia, è sempre un piacere condividere le mie esperienze riguardo il mondo delle Escape Room e ovviamente anche il mondo dei giochi in scatola, tipo EXIT 🙂


Per chi volesse provare l’escape room di Oliver a Treviso vi lascio tutti i contatti per maggiori informazioni o per prenotare una sessione di gioco.

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tel: 329 140 4311
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